NotteBianca#SGV 2.0

Mese

Maggio 2012

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Europlà - 17° edizione

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La due giorni dedicata al teatro di strada a San Giovanni Valdarno propone anche quest’anno un originalissimo appuntamento senza confini, limiti, e biglietti: l’importante è esserci sia come artisti sia come pubblico.

Europlà presenta uno spaccato significativo dell’arte di strada in Italia e nel mondo e prova, con l’intento tutt’altro che celebrativo, a raccontare una storia di 17 anni di teatro di strada.

Il 22 e il 23 giugno a Europlà sono previsti tanti spettacoli, con acrobati, giocolieri e funamboli. E poi fachiri, clown, trampolieri, fotografi e illusionisti. Performance proposte da artisti provenienti da tutto il mondo che si esibiranno più volte nelle vie e piazze più suggestive della città. Il tutto votato alla meraviglia.

Venerdì 22 giugno 2012

Il festival si apre con le improvvisazioni di Roberto Abbiati e Lucia Baldini che fotograferanno e disegneranno Pinocchio che scorazza per il paese, che fa la spesa o che gioca con i bambini, e faranno in seguito vedere il fotoromanzo che ne è venuto fuori.
Poi, i francesi Greta et Gudulf (al secolo Sofi Kantorowicz e Xavier Martin), duetto circense burlesco, che invita in un universo sensibile e poetico dove l’amore salva i due protagonisti dalle situazioni più pericolose.
La compagnia Principio Attivo propone Storia di un uomo e della sua ombra- Mannaggia ‘a mort, un poetico sogno, o forse un incubo, in cui un uomo in pigiama con palloncino bianco e la sua ombra travestita da morte si inseguono. Un duello caratterizzato dall’uso del corpo attraverso un linguaggio a volte poetico e a volte clownesco con numerose gag esilaranti al ritmo di una costante colonna sonora suonata dal vivo.
Sarà la volta di Mangiafuoco, del Fakiro Nirname un principe che viaggiando per il mondo mostra i segreti della sua terra. Il suo spettacolo nonostante i vetri, i chiodi gli spilloni la sfida della mente sul corpo è leggero morbido e delicato: un favola vissuta ad occhi aperti.

Sabato 23 giugno 2012

Serata conclusiva del festival che prevede anche la Notte Bianca, Pinocchio in bicicletta, di e con Roberto Abbiati e Lucia Baldini, dopo lo spagnolo Nino Costrini in El niño Costrini, questo spettacolo combina l’ironia, il delirio, il circo e la destrezza fisica in parti uguali con un posto d’onore per la riflessione sotto le mentite spoglie dello scherzo.
È itinerante Carillon, la performance de  iTalento, in cui un pianoforte meccanico munito di ruote e motore, guidato da un settecentesco pilota, vaga facendo danzare un’eterea ballerina come se fosse un carillon di altri tempi.
Humour nero e atmosfere gotiche per gli olandesi DaaD in La Cuisine Macabre, una strana famiglia viaggia con un carro sinistro e propone piatti con ingredienti piuttosto inquietanti. Ancora uno straniero per Folivòrus, del tedesco Rope Theatre, che diventa un atto di bilanciamento teatrale su un filo teso che si trasforma in un emozionante gioco di equilibrio, una danza artistica su una corda piena di momenti incantati e clowneschi. In programma poi Cuculà Il circo più piccolo del mondo, lo spettacolo nasce dalla sperimentazione di diversi linguaggi: teatro, mimo, giocoleria, acrobatica e diventa indispensabile la partecipazione diretta del pubblico coinvolto nelle rocambolesche imprese del protagonista.
Sulla massa di persone svetta, poi, un alto figuro, del Teatro Traballante di Trampuglia, che cammina sui trampoli indossando un elegante frack nero e guida gli spettatori-viaggiatori lungo la strada delle sensazioni infinite.

Il programma sul sito ufficiale.

May 18, 2012
L’evento immobile 2012

Casa Masaccio con la partnership del Museo Man e  la collaborazione di Ex 3 , promuove nell’ambito del progetto d’iniziativa regionale   “ Toscanacontemporanea2011” una nuova edizione de L’evento immobile, rassegna a cura di Cristiana Collu, Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri. 

La manifestazione, giunta alla sua VI° edizione sarà articolata in vari eventi che, a partire dal mese di maggio si susseguiranno in Toscana, per concludersi con la consueta mostra a Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno nel settembre 2012. 

Incentrata su un percorso plurale e intermittente, all’insegna della delocazione,  L’evento immobile si propone di analizzare, attraverso conferenze e presentazione di opere video, ciò che di permanente e di fisso resiste ed insiste in ogni immagine in movimento e, parallelamente, di indagare l’infinita disponibilità del tempo ad essere colto ed accolto nel proprio irriducibile intervallo.  

La manifestazione cerca così di delineare una sorta di tempo in stato vegetativo, una temporalità in stato d’arresto, in stallo, tale da non poter essere ridotta a semplice movimento o a semplice stasi. 

Dopo la giornata di Venerdì 4 maggiotenutasi presso Ex 3 Centro per l’arte contemporanea, Firenze, con gli interventi di Elio Grazioli, Riccardo Panattoni, Rocco Ronchi  e la proiezione dell’opera di Hans Schabus Echo, 2009,l’approfondimento teorico sul tema della rassegna prosegue a Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno con le conferenze di Paolo Bertetto e Marco Senaldi e la presentazione dell’opera video di João Onofre, Untitled (Vulture in the Studio), 2002.

Venerdì 11 Maggio 2012, Pieve di San Giovanni Battista , Palazzo d’Arnolfo e Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno:

  • Pieve di San Giovanni Battista, dalle ore 16.00 proiezione dell’opera video di João Onofre Untitled (Vulture in the Studio), 2002, visibile anche nei giorni di sabato 12 e domenica 13 maggio 2012 :  ore 16:00 -18.00)
  • Palazzo d’Arnolfo a partire dalle ore 17,00 interventi di: Paolo Bertetto e Marco Senaldi
  • Casa Masaccio ore 19:00 inaugurazione della mostra Paolo Meoni. En plein air Opere video

La rassegna è realizzata nell’ambito del progetto d’iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2011

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Venerdi 11 maggio alle ore 19.00 si inaugura in Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno la mostra dell’artista Paolo Meoni En plein air opere video a cura di Saretto Cincinelli e Alessandro Sarri,  realizzata in collaborazione con Dryphoto arte contemporanea e 

Die Mauer arte contemponarea. La mostra è promossa  nell’ambito della rassegna L’evento immobile 2012 e del  progetto d’iniziativa regionale   “ Toscanacontemporanea2011”.

I recenti En plen air (2012) e Rewind (2011) hanno permesso di identificare nel fantasma della fotografia lo spettro che forse da sempre abita e fertilizza la ricerca di Paolo Meoni. Ripercorrendo a ritroso l’opera video dell’artista è ormai difficile non individuare nella relazione tra immagine statica e in movimento una sorta di basso continuo da cui scaturisce la maggior parte dei suoi lavori.  

Saretto Cincinelli

Il dispositivo narrativo che Paolo Meoni adotta nel suo recente lavoro dal titolo En plein air si basa sulla negazione e sulla sostituzione, chiamando in causa contemporaneamente più forme di comunicazione: la parola, l’immagine fotografica e l’espressione del volto, tutte compresenti e racchiuse nel video, ma percepibili come tra loro staccate, “esposte” all’attenzione del fruitore come snodate l’una rispetto all’altra, in una sorta di anatomia del linguaggio. La scena, sempre uguale a se stessa, volutamente semplice grazie all’uso della camera fissa e alla scelta del bianco e nero, si propone come molto “normale”, eppure lo scollamento tra i diversi tipi di comunicazione introduce una sorta di sospensione, di senso di mancanza…

… En plein air è dunque un lavoro che,  partendo da un impianto preziosamente elementare, conduce lontano verso interrogazioni sulla natura stessa della fotografia, sulle sue possibilità o meno di tradursi in linguaggio compiuto, oppure sulla sua sostanziale e anche misteriosa condizione di traccia. Il fatto poi che  Paolo Meoni scelga il video per “raccontare” questa insondabilità della fotografia (non a caso le immagini fotografiche descritte dall’uomo non sono mai visibili agli occhi dell’osservatore) aggiunge ulteriore complessità e … senso di mancanza e di attesa. 

Roberta Valtorta 

Tutta la pratica che potremmo definire involutiva di Paolo Meoni  -pratica in cui l’altro dell’immagine si presenta sotto le spoglie di un fuori che è nello stesso tempo un dentro- sembra appunto incagliarsi irreparabilmente nella rada borgesiana di “rovina circolare”. In effetti il concetto coniato dallo scrittore argentino, rovina circolare appunto, esemplifica perfettamente il modus operandi che attraversa tutto il lavoro dell’artista. Si tratta di rovine affatto particolari, rovine che stanno fra la vita e la morte in una continua collisione anacronistica; troppo poco vive per non essere rovine e troppo poco morte per esserlo compiutamente. Visioni installate in una sorta di imene plastico in cui la scena galleggia fra l’avvento di ciò che è già comparso e l’esito di ciò che non accadrà mai, scene che non rimuginano altro che “ l’intervallo muto della loro duplice essenza che disordina e ordina, sconvolge e acquieta, tormenta e regola, porta alla luce e nasconde” (Jean-Luc Nancy). Visioni meno abbandonate da qualcuno che abbandonate dall’abbandono stesso come fine inscritto nel mezzo. Un abbandono o meglio una sopravvivenza di cui si sono perse le tracce e di cui non si risaliranno mai le cause.

Alessandro Sarri

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Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea 

Corso Italia, 83- 52027 San Giovanni Valdarno

Tel. 055 91.26.283 Fax. 055 9123376

casamasaccio@comunesgv.it

www.casamasaccio.it

May 9, 2012
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